Poker online italiano, dati da invertire nel prossimo futuro

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I nuovi dati forniti sul fronte della spesa sul poker online italiano non sono esattamente i migliori che è stato possibile rilevare nel corso degli ultimi anni, visto e considerato che nei primi 7 mesi del 2016 (cioè, dal 1 gennaio al 31 luglio), il margine lordo nel cash game online è stato pari a 43,2 milioni di euro, contro i 50,6 milioni di euro conseguiti nell’anno precedente, per una flessione del 14,6 per cento. Se a tali numeri si aggiungono quelli che testimoniano una flessione dell’1,1 per cento nel traffico dei tavoli di cash gambe, contro l’incremento in tutti gli altri principali mercati, ne deriva che l’attuale flessione è un fenomeno del tutto italiano, e che può essere più o meno facilmente invertita.

Numerosi sono d’altronde i magini di intervento e di miglioramento. Su tutti, la necessità di aumentare la sicurezza su alcuni network contro la diffusione di fenomeni di collusion, di poker bot e di multi accounting: un’esigenza che appare essere chiara e ben comprensibile, soprattutto per tutelare e difendere gli utenti meno esperti. Ulteriormente, per poter rilanciare il poker online è necessario aprire i confini nazionali agli ambiti internazionali, abbattendo delle barriere che per il momento impediscono la necessaria “apertura” del recinto tricolore.

Per quanto attiene gli altri giochi, il bingo online ha fatto segnare uno sviluppo del 7,3% da gennaio a luglio, e non conosce soste lo sviluppo dei casino online, grazie soprattutto al boom delle slot: qui i margini sono cresciuti del 37,1% rispetto a un anno fa.

Pertanto, sebbene sia difficile cercare di effettuare delle valutazioni complessive e sintetiche sull’evoluzione del comparto del gaming online, sembra comunque che l’interesse degli italiani nei confronti dei giochi non abbia certamente conosciuto battute d’arresto, e anche nei momenti di maggiore difficoltà economica. Merito, naturalmente, del desiderio di poter entrare in maggior contatto con ottime opportunità di guadagno, e merito – ancora più evidentemente – della predisposizione di ampie panoramiche di divertimento, concesse dai principali operatori di settore.

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